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REPORT SETTIMANALE 3' SETTIMANA DI MARZO

Un'inflazione statunitense leggermente superiore alle attese non sembra aver smorzato la propensione al rischio sui mercati finanziari europei, che anche questa settimana hanno raggiunto nuovi record. Negli Stati Uniti, invece, i titoli tecnologici hanno mostrato qualche segno febbrile nelle ultime sedute. Converrà quindi rimanere prudenti in vista della riunione della banca centrale statunitense della prossima settimana.

Top/Flop della settimana

TOP

 

Williams-Sonoma (+19%): la holding che controlla diverse catene di arredamento negli Stati Uniti ha raggiunto nuovi record dopo aver annunciato risultati annuali migliori del previsto per l'esercizio conclusosi a fine gennaio. Questi risultati sono stati accompagnati dall'inevitabile programma di riacquisto di azioni per un miliardo di dollari, una cifra considerevole vista la capitalizzazione della società (18,3 miliardi di dollari).

 

Encavis (+20%): KKR ha lanciato un'offerta pubblica di acquisto da 2,8 miliardi di euro per il produttore tedesco di elettricità ed energia Encavis, a 17,50 euro per azione. Il riacquisto è sostenuto dalla società stessa. Il fondo di investimento prevede di ritirare il dossier della quotazione il prima possibile dopo aver completato l'operazione.

 

Zalando (+18%): bella settimana per il rivenditore online tedesco, che ha rassicurato gli investitori sulle sue prospettive per il 2024. Zalando dovrebbe tornare a crescere e migliorare la propria redditività nel 2024, dopo un 2023 che è stato, senza sorprese, mediocre. La reazione riservata ai dati dalla comunità finanziaria è ben illustrata dall'aumento degli obiettivi di prezzo rilevato da diversi analisti, in particolare da Morgan Stanley da e Kepler Cheuvreux.

 

Southern Copper (+18%): i prezzi del rame hanno registrato un forte rialzo questa settimana dopo che le fonderie cinesi hanno annunciato tagli alla produzione, a causa di un mercato delle materie prime più rigido del previsto. Di conseguenza, i prezzi del rame a Shanghai hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi tre anni, mentre quelli di Londra hanno toccato il livello più alto degli ultimi 10 mesi.

 

Oracle (+12%): il titolo della società di software ha toccato nuovi record questa settimana, dopo aver riportato prospettive positive grazie alla sua esposizione al mercato del cloud computing in generale e dell'intelligenza artificiale in particolare. Come se non bastasse, Oracle ha annunciato questa settimana che aggiungerà funzioni di intelligenza artificiale generativa alla sua gamma di software aziendali.

 

Inditex (+11%): il proprietario di Zara ha registrato un utile netto di 5,4 miliardi di euro lo scorso anno, nonostante il difficile contesto legato ai consumi in Europa. "Il modello integrato online e offline, il migliore della categoria, e la supply chain molto flessibile hanno permesso al gruppo di allinearsi alle tendenze dei consumatori, favorendo una crescita continua delle vendite e un miglioramento della redditività in tutti i settori", ha sintetizzato AlphaValue.

 

De'Longhi (+9%): a fronte di un leggero calo dei ricavi 2023, i margini sono migliorati e l'utile netto è in forte aumento. Il consiglio di amministrazione del gruppo italiano propone agli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,67 euro, in netto aumento.

 

Adidas (+9%): una bella dimostrazione di comunicazione efficace da parte del gruppo tedesco, nonostante una situazione finanziaria mediocre. È bastata una capriola contabile (aver svalutato solo una minima parte delle scorte legate al segmento Yeezy) insieme a un annuncio strategico ben calibrato di "promettere meno per dare di più" per far notare che l'utile operativo dell'anno è stato di "un miliardo" superiore alle previsioni. L'effetto annuncio ha funzionato, anche se i risultati sottostanti erano ancora deboli.

 

Vallourec (+6%): l'ingresso di ArcelorMittal tra gli azionisti ha spinto il titolo del produttore di tubi senza saldatura. Il produttore di acciaio sostituisce Apollo, un investitore puramente finanziario che deteneva le sue azioni dopo la grande ristrutturazione finanziaria della società. Diventa il maggiore azionista con il 28,4%.

 

Rheinmetall (+8%): la trasformazione del gruppo tedesco da industriale qualsiasi a star degli armamenti è sulla strada giusta per il successo. Il gruppo prevede vendite record e un aumento della redditività quest'anno, grazie al riarmo derivante dalla guerra in Ucraina. Il prezzo delle azioni è aumentato di sei volte in meno di tre anni e le prospettive sono rosee.


FLOP

 

LPP (-35%): il fondo ribassista Hindenburg Research si è lanciato all'assalto del fast fashion polacco, criticandolo soprattutto per aver fatto credere che le attività russe fossero state vendute, mentre in realtà sono ancora sotto il controllo della società. Il fondo ha scoperto che l'acquirente degli asset russi di LPP, presentato come un consorzio cinese, è in realtà una società di comodo con sede a Dubai chiamata "Far East Services", i cui proprietari e amministratori non sono stati resi noti e che è stata creata il giorno prima della cessione.

 

Southwest Airlines (-18%): la compagnia aerea ha rivisto al ribasso le previsioni sul numero di aeromobili che prevede di ricevere dal suo fornitore Boeing. Quest'anno il trasportatore dovrebbe ricevere solo 46 aerei della famiglia 737-8, invece dei 79 previsti. Si tratta di una cattiva notizia che avrà un impatto negativo sui risultati.

 

Basic-Fit (-16%): i risultati del 2023 sono stati in linea con le aspettative, ma le previsioni per il 2024 non sono molto incoraggianti, il che ha rafforzato i timori del mercato per l'inasprimento della concorrenza nelle palestre europee. Il management non è stato in grado di rassicurare gli investitori, in particolare per quanto riguarda l'aumento dei costi e il dispiegamento in Germania.

                     

Enphase (-17%): il titolo ha sofferto anche questa settimana, in assenza di informazioni specifiche. Secondo le nostre informazioni, Enphase potrebbe essere un danno collaterale dell'efficienza dell'ultimo sistema di batterie domestiche di Tesla, il PW3, che incorpora un inverter e rende più costosi i sistemi tradizionali dotati di inverter come quelli di Enphase.

 

Dollar Tree (-14%): il discount statunitense ha deluso il mercato con risultati trimestrali deboli. Il gruppo è stato costretto a chiudere 970 negozi Family Dollar, schiacciato tra i giganti della vendita al dettaglio come Walmart e nuovi operatori aggressivi come la piattaforma cinese di e-commerce Temu. Dollar Tree ha subito notevoli svalutazioni, che hanno avuto un impatto negativo sui suoi conti.

 

Hapag-Lloyd (-7%): il titolo della compagnia di navigazione è sceso del 15% giovedì prima di risalire del 9% venerdì. Come AP Moller Maersk, il gruppo teme l'arrivo di nuove capacità sul mercato, che sbilanceranno il rapporto tra domanda e offerta. La gamma di previsioni è quindi estremamente ampia, e questo riflette l'estrema ciclicità del settore del trasporto marittimo.

 

Vonovia (-12%): la più grande società immobiliare tedesca ha riportato questa settimana la più grande perdita di tutta la sua storia, mettendo fine al boom immobiliare tedesco. La perdita netta per il 2023 è stata di 6,8 miliardi di euro, appesantita da 10,7 miliardi di euro di svalutazioni sul valore di oltre 500.000 appartamenti.


Materie prime

Energia: l'umore sui mercati petroliferi è cambiato questa settimana, durante la quale gli operatori si sono resi conto che il mercato non è poi così ben fornito. L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha aggiunto carne al fuoco annunciando, nel suo ultimo rapporto mensile, che il mercato potrebbe ritrovarsi in deficit quest'anno. In particolare, l'Agenzia ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita della domanda, correggendo al contempo al ribasso le dinamiche dell'offerta mondiale in seguito alla politica dell'OPEC+. Sullo sfondo, rimangono forti gli attriti geopolitici in Ucraina, che hanno colpito le installazioni petrolifere in Russia, e in Medio Oriente, in particolare nel Mar Rosso. Infine, questa settimana le scorte settimanali negli Stati Uniti hanno registrato un sorprendente calo, il primo dalla fine di gennaio. In termini di prezzi, il Brent è in rialzo a circa 85 dollari, mentre il WTI si aggira intorno agli 80,80 dollari.

 

Metalli: il rame continua a registrare buone performance a Londra, avvicinandosi a 9.000 dollari per tonnellata metrica. La ragione di questo rialzo è da ricercare nel lato dell'offerta, poiché la Cina sta pianificando di mettere meno energie nella produzione di rame. In effetti, le maggiori fonderie cinesi hanno previsto di ridurre la loro produzione. Sempre sul fronte dei metalli industriali, l'alluminio si è stabilizzato a 2.200 dollari e lo zinco è salito a 2.520 dollari. Per quanto riguarda l'oro, il metallo prezioso sta prendendo fiato dopo due settimane forti e si scambia a 2160 dollari. I rendimenti obbligazionari sono tornati a salire, mettendo in ombra l'oncia d'oro.

 

Prodotti agricoli: settimane tutte simili a Chicago, con i prezzi dei cereali che stentano a riprendersi. I bushel di mais e di grano sono scambiati rispettivamente a 435 e 530 centesimi.

Macroeconomia

Clima: il mercato è sopravvalutato. Inebriati dal rialzo dei mercati azionari e dalle promesse di futuri tagli dei tassi, pensavamo che l'inflazione fosse definitivamente fuori dai giochi. Ma eccola qui, a fare da guastafeste e a ricordare agli investitori la loro fortuna. Innanzitutto, il CPI core (inflazione di fondo degli Stati Uniti) è risultato leggermente superiore alle previsioni, con un tasso annuo del +3,8%. Certo, inizialmente nessuno ne ha tenuto conto. Purtroppo, il secondo effetto Kiss Cool è arrivato due giorni dopo con il PPI (il prezzo alla produzione USA). Su base annua, ha mostrato un aumento dell'1,60%, rispetto alle previsioni dell'1,2%, mentre su base mensile è stato registrato un +0,60% rispetto al +0,30% previsto. A questo punto è difficile chiudere gli occhi. Inoltre, il rendimento del decennale statunitense, che alla fine ha retto bene sul supporto del 4,07%, è salito al 4,3%.

 

Criptovalute: il Bitcoin (BTC) è calato dell'1,40% questa settimana attestandosi a circa 68.000 dollari, dopo aver toccato un nuovo massimo storico di 73.830 dollari giovedì. Gli ETF Bitcoin Spot stanno ancora alimentando questo rialzo, con una giornata record di afflussi netti in questi prodotti finanziari mercoledì. In un solo giorno sono affluiti negli ETF nientemeno che 1,05 miliardi di dollari. Complessivamente, i dieci ETF Bitcoin Spot hanno un patrimonio gestito di 57,86 miliardi di dollari, pari al 4,16% di tutti i bitcoin in circolazione. Nel frattempo, l'ether (ETH) è sceso del 4% questa settimana. D'altra parte, la criptovaluta deve ancora riconquistare il suo massimo storico di 4.800 dollari, raggiunto nel novembre 2021, a differenza del bitcoin, che ha già superato il suo record storico. Molti attendono con impazienza un Ethereum Spot ETF, in modo che anche questo asset possa beneficiare del denaro fresco di Wall Street. Ma, per il momento, questo non è all'ordine del giorno del legslatore statunitense.


Cinque banche centrali al prezzo di una

La prossima settimana ruoterà tutto intorno alle banche centrali, anche se non sono previste variazioni dei tassi. Saranno i commenti dei vari governatori e le loro proiezioni ad essere scrutati da vicino. Martedì, la Banca del Giappone sarà la prima a intervenire, con una leggera possibilità di rialzo dei tassi. Seguirà la Banca d'Australia, ma è naturalmente la Fed che sarà al centro dell'attenzione mercoledì. Gli operatori finanziari sperano di saperne di più sulla traiettoria della politica monetaria grazie all'aggiornamento del grafico a punti che misura le posizioni delle varie banche centrali. La Banca nazionale svizzera e la Banca d'Inghilterra saranno di turno giovedì. Da tenere d'occhio anche la produzione industriale cinese (domenica sera) e gli indicatori PMI flash di marzo (giovedì). Sul fronte societario, sono attesi i risultati di alcuni ritardatari: in particolare Accenture, Micron e Nike.

Nell'ultima settimana Finvest_Fund è salito leggermente +0,02% rispetto al -0,45% del MSCI WORLD, grazie alla scelta di prendere profitto e spostare il 30% della liquidità su Bond a breve scadenza così da non perdere nessun interesse. L'esposizione sulle crypto e la gestione attiva inoltre continua a segnare un alpha positivo che spinge il fondo al di sopra del benchmark di riferimento non solo da un profilo rischio rendimento ma anche sotto quello del rendimento assoluto da inizio anno.


In verde il risultato del fondo è ben visibile con il sorpasso rispetto a quest'ultimo da inizio anno:


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