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REPORT SETTIMANALE 4' DI GENNAIO

I mercati azionari sono di buon umore e si preparano a chiudere il mese di gennaio con una performance solida, rifacendosi da un 2022 complicato. La settimana è stata più prolifica negli Stati Uniti che in Europa. L'S&P500 ha recuperato più del 2% e il Nasdaq più del 4%. Questa sovraperformance dell'indice tecnologico statunitense dimostra in che misura gli investitori abbiano ritrovato il gusto del rischio. La fonte di questo rinnovato ottimismo è il miglioramento del contesto macroeconomico, che potrebbe consentire alle banche centrali di togliere il piede dall'acceleratore.



GRAFICO DEI PRINCIPALI INDICI NEGLI ULTIMI 12 MESI:

Macroeconomia


Clima. I dati macroeconomici pubblicati questa settimana hanno contribuito a mantenere un clima positivo, rafforzando l'analisi attualmente preferita dagli investitori, che prevede un modesto rallentamento dell'economia, un'inflessione dell'inflazione e la possibilità che le banche centrali riprendano politiche più favorevoli alla crescita. Gli occhi sono ormai rivolti alla prossima settimana, quando si scontreranno diverse decisioni di politica monetaria, tra cui quella della Fed, ovviamente la più seguita dai finanzieri.

Tassi e valute. Il debito decennale statunitense è rimasto fermo a livelli piuttosto bassi, benché alla fine della settimana si sia registrato un leggero rialzo. Rende il 3,53%, dieci punti in meno rispetto al 5 anni. In Europa, il Bund ha raggiunto il 2,23% e l'OAT il 2,70%. Italia e Grecia rimangono sopra il 4%. Il mercato dei tassi d'interesse sarà ovviamente tenuto d'occhio con le importanti scadenze della prossima settimana. Sul mercato dei cambi, la coppia euro/dollaro è scambiata attorno a 1,0862 alla fine della settimana. La moneta unica è scambiata a 1,0011 franchi. Il bitcoin rimane ben ancorato intorno ai 23.000 dollari per unità.

Calendario. L'agenda della prossima settimana è dunque molto fitta. Mercoledì ci concentreremo sulla stima dell'inflazione di gennaio nella zona euro e sulla decisione di politica monetaria della Fed. Giovedì scenderà in campo la Banca d'Inghilterra. Venerdì verranno pubblicati gli ultimi dati mensili sull'occupazione negli Stati Uniti. La settimana sarà scandita da altri importanti indicatori, in particolare negli Stati Uniti.


VALUTE:


Materie prime


Energia: Nonostante le statistiche economiche statunitensi piuttosto favorevoli, i prezzi del petrolio hanno registrato poche variazioni questa settimana. Il contesto è tuttavia favorevole a un'espansione dei prezzi, purché la Cina stimoli la propria economia, in quanto ciò significherebbe un aumento della domanda di greggio. Per capire il motivo di questo curioso fenomeno di attesa, dobbiamo guardare all'agenda finanziaria: mercoledì avrà luogo la riunione mensile dell'OPEC. In termini di prezzi, il Brent del Mare del Nord è scambiato a circa 87,50 dollari contro gli 81 dollari del WTI statunitense. In Europa, i prezzi del gas naturale sono scesi bruscamente a 54 euro/MWh. Il clima mite potrebbe tornare nelle prossime settimane.

Metalli: I prezzi dei metalli di base rimangono generalmente ben orientati. La pressione rialzista è alimentata dai problemi di fornitura, mentre allo stesso tempo potrebbe esservi un aumento della domanda con la riapertura della Cina. Il rame è scambiato sopra i 9.300 dollari al London Metal Exchange. Per quanto riguarda i metalli preziosi, l'oncia d'oro si è fermata a 1920 dollari.

Prodotti agricoli: Tra le soft commodities, il grano e il mais hanno iniziato una sequenza di rimbalzi a Chicago, rispettivamente a 750 e 680 centesimi per bushel.


MATERIE PRIME:



Top/Flop della settimana


Top

  • Tesla (+32%): Il ritorno della propensione al rischio degli investitori li riconduce verso i loro beniamini del passato. Il produttore ha inoltre pubblicato i suoi risultati, non così entusiasmanti, ma sufficienti per invogliare a scommetterci.

  • Shopify (+22%): Il mercato ha accolto con notevole entusiasmo l'aumento delle tariffe del gruppo che offre le sue infrastrutture per i siti di shopping.

  • Banco de Sabadell (+20%): La banca spagnola prevede una forte crescita dei prestiti nel 2023, dopo aver ampiamente superato le previsioni con il suo utile trimestrale.

  • SSAB (+15%): Il produttore svedese di acciaio prevede di aumentare le spedizioni contando su un mercato più stabile nel primo trimestre. I risultati trimestrali sono stati in linea con le aspettative.

  • STMicroelectronics (+15%): Il gruppo franco-italiano ha conquistato il mercato con risultati e prospettive superiori alle attese.

  • Secunet (+13%): Il gruppo tedesco di sicurezza informatica ha registrato un fatturato migliore del previsto. Il mercato non si preoccupa della redditività leggermente inferiore alle aspettative, in quanto le prospettive sono considerate solide.

  • Melexis (+13%): A meno di una settimana dalla pubblicazione dei risultati trimestrali, il titolo è circondato. ING ha alzato il prezzo obiettivo da 85 a 90 euro, mantenendo il rating hold.

Flop

  • Catalyst Pharma (-21%): L'azienda produttrice di farmaci generici Teva ha presentato una richiesta di vendita di un biosimilare di Firdapse negli Stati Uniti.

  • Elior (-17%): La performance trimestrale ha deluso il mercato.

  • Diageo (-7%): Questa settimana i risultati hanno trascinato il titolo al ribasso a causa della delusione delle vendite in Nord America.

  • Intel (-5%): Il mercato punisce i risultati trimestrali molto deludenti del gigante dei processori. L'azienda ha perso un'altra occasione per ripulire la propria immagine.


La Fed torna in pista

Con l'affievolirsi dei timori di recessione, l'umore dei mercati è migliorato. La prossima settimana, la decisione politica del 1° febbraio farà pendere gli investitori dalle labbra del presidente della Fed, Jerome Powell. Lo strumento FedWatch del CME dà una probabilità del 99,9% di un inasprimento limitato a 25 punti base, ma sarà il discorso di Powell a dettar legge: se gli investitori vi vedranno una conferma che la fase di inasprimento monetario sta per terminare, probabilmente rafforzeranno la loro visione di uno scenario rialzista. In caso contrario...

Noi crediamo che con queste attese un possibile aumento di 0,5% così come promesso in passato potrebbe spaventare molto il mercato e per questo motivo siamo rimasti con una buona liquidità e su molti asset value. Per quanto concerne un cambio di strategia attendiamo quindi il 2 e 3 di febbraio. STATE PRONTI!


Buon fine settimana a tutti voi.

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