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RIEPILOGO SETTIMANALE 3' di ottobre

Impennata dei rendimenti obbligazionari, timori di una stretta monetaria, risultati contrastanti delle società, volatilità esasperata... i mercati finanziari non sanno più che pesci pigliare e concludono ormai la settimana in maniera disordinata, nonostante la ripresa di inizio settimana. È probabile che, con l'intensificarsi della stagione dei risultati e l'approssimarsi delle decisioni di politica monetaria della BCE e della Fed, questi movimenti irregolari continuino nelle prossime sessioni.



RIEPILOGO DEGLI ULTIMI 12 MESI SUI MERCATI FINANZIARI:



Macroeconomia


Clima: Very Bad Trip. In Gran Bretagna continua l'incubo con le dimissioni di Liz Truss dopo solo un mese e mezzo di mandato. Questa instabilità politica sta minando la credibilità della classe politica del Paese in un momento in cui deve affrontate un'importante crisi. Negli Stati Uniti, i dati macroeconomici hanno continuato a fare il buono e cattivo tempo, il ché non migliora la visibilità. Infine, dal 20° Congresso del Partito Comunista Cinese non è emerso nulla di particolarmente originale: supremazia mondiale, Xi Jinping sotto i riflettori e deboli progressi sulla strategia sanitaria hanno scandito la settimana.


Tassi: A inizio settimana i rendimenti obbligazionari sono stati curiosamente disinvolti, ma non è durata. Negli Stati Uniti si sono registrati livelli mai visti dalla crisi finanziaria: 4,28% sul decennale, 4,40% sul quinquennale e 4,55% sul biennale. La comunità finanziaria continua a scommettere su una recessione e fa fatica a trovare un accordo sul tasso massimo previsto dalla Fed. Sarà che la stessa banca centrale statunitense non lo sa? In Europa, le dimissioni di Liz Truss sono riuscite a tranquillizzare i Gilt, che, ciò nonostante, rimangono ancora piuttosto alti, al 4,05%. Il Bund è al 2,46% e l'OAT al 3,02%. Notiamo inoltre che il debito greco venerdì è salito al 5,06% su 10 anni.


Valute: Ancora una settimana complicata per lo yen, che ha continuato a crollare rispetto al dollaro statunitense. Ci vogliono ormai 151,48 JPY per un solo biglietto verde; ciò significa che nel 2022 la valuta giapponese ha perso quasi un terzo del suo valore rispetto al dollaro. La banca centrale giapponese ha già speso molto denaro per contrastare lo scivolamento, ma senza successo. Il dollaro continua a trascinare ogni cosa al suo passaggio, costringendo i mercati emergenti a consumare le loro riserve di valuta estera a un ritmo più veloce rispetto alle precedenti fasi di debolezza valutaria. La coppia EUR/USD è scambiata a 0,9774, mentre per 1 euro sono necessari 0,9862 CHF.


Criptovalute: Il Bitcoin, in calo dell'1,50% da lunedì, continua a mostrare una volatilità molto bassa questa settimana, aggirandosi attorno ai 19.000 dollari nel momento in cui scriviamo queste righe. Dietro di lui in termini di capitalizzazione di mercato, l'Ether non può certo dire di aver fatto meglio, perdendo il 2,30% in settimana e scendendo così sotto la soglia dei 1300 dollari. Le criptovalute faticano a risalire la china in un'economia fragile con pochi o nessun catalizzatore positivo per gli asset rischiosi. I fan delle criptovalute devono quindi continuare a soffrire con pazienza.


Calendario: Siamo alle porte di una settimana molto frenetica, in cui avremo le decisioni di politica monetaria nell'Eurozona (giovedì 27) e in Giappone (venerdì 28). Sono inoltre previste le prime stime del PIL del terzo trimestre per la Cina (probabilmente mercoledì 26) e per gli Stati Uniti (giovedì 27). Vi saranno altre statistiche importanti, tra cui gli indicatori PMI di ottobre (lunedì 24) e l'inflazione PCE statunitense (venerdì 28). Come ciliegina sulla torta, in settimana si concentreranno i risultati di oltre 300 società degli indici S&P500 e Stoxx Europe 600 (tra cui Apple, Microsoft e Amazon negli Stati Uniti e Novartis, SAP e TotalEnergies in Europa).



Materie prime


Energia: Questa settimana i prezzi del petrolio si sono stabilizzati. Il riferimento europeo, il Brent del Mare del Nord, viene scambiato a circa 92 dollari al barile, rispetto agli 84 dollari del WTI statunitense. Mercoledì l'amministrazione Biden ha annunciato lo sblocco di 15 milioni di barili delle proprie riserve strategiche così da compensare in parte la riduzione dell'offerta dell'OPEC. Tuttavia, va notato che si tratta piuttosto di un non-evento, poiché questi sblocchi fanno parte del piano di Washington di rilasciare un totale di circa 180 milioni di barili dalle proprie riserve. Per quanto riguarda il gas naturale, in Europa i prezzi continuano a scendere, come dimostra il TTF di Rotterdam sotto i 130 EUR/MWh, dopo che aveva raggiunto un picco di quasi 350 EUR/MWh a fine agosto. La Commissione Europea starebbe valutando la possibilità di imporre limiti alle variazioni giornaliere piuttosto che un tetto ai prezzi del gas. I leader europei prevedono inoltre di incoraggiare gli acquisti congiunti tra gli Stati membri per limitare la concorrenza nelle forniture.


Metalli: La quotazione dei metalli di base questa settimana è stata frammentaria. Il piombo e lo stagno hanno perso terreno, rispettivamente a 1990 e 18.900 dollari, mentre lo zinco e il nichel si sono stabilizzati a 2940 e 21.800 dollari. Il rame è scambiato a circa 7560 dollari per tonnellata metrica. Nell'ultimo rapporto dell'International Copper Study Group (ICSG) si indica che quest'anno la carenza di rame dovrebbe peggiorare fino a 328.000 tonnellate, prima di avere un surplus per il 2023. Per quanto riguarda i metalli preziosi, l'oro è nuovamente quotato al minimo annuale, a 1620 dollari.


Prodotti agricoli: L'ONU si è mostrata ottimista sul rinnovo dell'accordo ucraino per l'esportazione di cereali, la cui scadenza è prevista per novembre. Di conseguenza, a Chicago i prezzi delle materie prime agricole sono diminuiti, con il grano a 850 centesimi per bushel e il mais a 680 centesimi.



Top/Flop della settimana

Top

  • Roblox (+20%): Questa settimana la piattaforma di giochi online ha annunciato un aumento annuale del 24% nel numero di utenti attivi giornalieri, che hanno raggiunto i 59,9 milioni a fine agosto, con un aumento dei ricavi sulla stessa lunghezza d'onda.

  • Netflix (+17%): La piattaforma di contenuti in streaming è tornata a crescere, registrando persino molti più nuovi clienti del previsto. Le previsioni annuali sono migliori di quanto temeva il mercato.

  • Intuitive Surgical (+14%): L'azienda statunitense specializzata in sistemi di chirurgia robotica, questa settimana ha registrato un'impennata a seguito dell'annuncio di ottimi risultati finanziari.

  • Lockheed Martin (+13%): Il gruppo di difesa americano ha il vento in poppa e i suoi risultati sono solidi. Il contesto geopolitico offre uno scenario favorevole per le aziende del settore.

  • ASML (+14%): Una bella sorpresa per l'azienda olandese, i cui risultati non dovrebbero risentire troppo delle restrizioni imposte dagli Stati Uniti alla Cina nel settore dei semiconduttori. Il leader mondiale di macchine per la produzione di chip ha pubblicato risultati superiori alle aspettative.

  • Delivery Hero (+12%): A inizio settimana il gruppo ha approfittato di un grande effetto leva dovuto alla ripresa dei titoli tecnologici statunitensi. Questo tipo di titoli ad alto beta amplifica i movimenti rialzisti, in entrambe le direzioni.

  • Alstom (+7%): Gli investitori hanno approfittato del relativo miglioramento avutosi a inizio settimana per effettuare alcuni riacquisti a basso costo. Allo stesso tempo, l'azienda ha annunciato alcuni importanti contratti contribuendo così al flusso di acquisti.

Flop

  • Generac (-20%): Delusione del mercato a causa dei risultati dello specialista delle batterie autonome. Gli utili del terzo trimestre sono crollati allontanandosi decisamente dalle aspettative degli analisti. Le previsioni di crescita sono state riviste al ribasso.

  • Snap (-20%): Nuova delusione sui risultati finanziari, poiché il gruppo ha avvertito che le prospettive di fine anno saranno meno rosee del previsto.

  • Royal Unibrew (-17%): Grossa delusione per il piccolo produttore di birra danese, che ha rivisto al ribasso le previsioni di fatturato e utili per l'anno in corso.

  • Ericsson (-15%): I risultati trimestrali della svedese sono stati accolti con freddezza. I numeri sono in calo e il gruppo prevede una riorganizzazione per ridurre la base dei costi.

  • M&T Bank (-13%): La banca di Buffalo ha pubblicato risultati in calo rispetto allo scorso anno. Gli analisti si aspettavano invece una ripresa.

  • Sartorius Stedim Biotech (-13%): Il gruppo ha deluso gli investitori con previsioni ridotte. Molto apprezzato dal mercato e generosamente valutato, a questo titolo non sono permessi errori.

  • Adidas (-8%): La marca di abbigliamento sportivo ha ulteriormente ridotto le sue previsioni di risultati per il 2022, a causa del calo delle vendite in Cina, ancora penalizzate dalla politica zero-covid. Neppure la dinamica dei mercati occidentali va poi così bene.


COMMENTO CONCLUSIVO


Non va bene, ma nemmeno così male!

La volatilità non lascia i mercati fra notizie e dati di tutti i generi... da quelli di natura politica, macro e micro economica. Il re della scena resta sempre il mercato americano con la FED e le trimestrali delle più grandi società al mondo.

Queste ultime stanno continuando a sorprendere il mercato con un tasso superiore al 70% di conferme o di risultati superiori alle attese. Questo fa si che il mercato debba rivedere le sue stime che attualmente risultano essere sempre pessimistiche per via di quello che stiamo passando tra inflazione e crisi politiche. Fino a quando le banche centrali dovranno contrastare l'inflazione teniamoci alla larga dai titoli obbligazionari, specie di lungo termine e non facciamoci spaventare dalla volatilità.



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