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Carlo Messina, il valore dell’inclusione. L’Ad di Intesa Sanpaolo segue lo sviluppo della tecnologia, ma che ne sarà dei correntisti insoddisfatti di Isybank?

Romano, classe 1962, madre pugliese, padre siciliano. Uomo fortemente radicato nel settore bancario, come testimonia la sua carriera, prima in Bnl e poi in Banco ambrosiano veneto, primo nucleo di quella che dal 2007 sarà Intesa Sanpaolo, Carlo Messina ha scalato tutta la struttura organizzativa dell’azienda. Per il sesto anno consecutivo, è stato proclamato miglior ceo bancario d’Europa dalla classifica Institutional investor, e nello stesso anno ha ottenuto il primo posto della Top manager reputation.

La chiave per interpretare la carriera di Messina, dal 2013 a capo della banca più grande del Paese e secondo creditore di debito pubblico dopo la Bce, potrebbe essere racchiusa nelle parole pronunciate lo scorso anno ricevendo la laurea magistrale honoris causa in Ingegneria gestionale dal Politecnico di Bari: “Puoi avere la maggior capacità di apprendere e le migliori competenze tecniche, ma se le persone che lavorano con te non sono motivate le organizzazioni non saranno mai di successo e non otterranno risultati anche sul fronte della responsabilità sociale”.


Convinto che ciò che viene realizzato in un’azienda di successo deve essere portato a vantaggio della collettività, Messina durante l’incontro “Nessuno escluso. Crescere insieme in un Paese più equo”, ha annunciato che entro il 2027 saranno destinati 1,5 miliardi di euro per la riduzione delle disuguaglianze. 300 milioni l’anno che giustificano la scelta, consentita dal governo, di non pagare la tassa sugli extra-profitti (828 milioni di euro), mettendo a riserva una somma pari a 2,5 volte il suo importo.

Nonostante l’incertezza dei mercati e il contesto geopolitico sfavorevole, Intesa quest’anno ha ottenuto il miglior utile netto degli ultimi quindici anni. “In una condizione di forte redditività per l’azienda – ha detto il manager – io mi vergogno a guardare le mie persone se non garantisco loro aumenti di stipendio”. Certo è pur vero che la stessa crescita si è proposta anche per le altre principali banche italiane, a confronto delle quali Intesa ha avuto una crescita proporzionalmente inferiore.

Nel giorno in cui annuncia il rinnovato impegno della banca per il sociale – con una spesa prevista monstre da 1,5 miliardi entro il 2027 in iniziative e progetti di lotta alle diseguaglianze – l’Ad di Intesa Sanpaolo Carlo Messina prova a sciogliere anche i nodi più spinosi legati all’impatto dell’innovazione tecnologica sulla banca: tanto per chi ci lavora (100mila persone circa) quanto per i clienti/correntisti (oltre 13 milioni). «Siamo impegnati a rafforzare i sistemi bancari con l’ausilio dell’innovazione tecnologica, compresa l’intelligenza artificiale. Ma finché io sarò l’Ad – e punto a continuare ad esserlo per lungo tempo – ribadisco il mio impegno personale che per nessuno dei nostri dipendenti questo dovrà comportare disagi, compreso che qualcuno debba lasciare l’azienda».



Ma se l’impatto dell’evoluzione tecnologica agevola da un lato immensamente la gestione quotidiana delle operazioni bancarie, dall’altro ha creato nelle scorse settimane più di un disagio e preoccupazione anche in una parte dei clienti di Intesa Sanpaolo. Il «caso» emerso con forza dopo il 30 settembre è quello di Isybank, la nuova banca interamente digitale lanciata a giugno dal gruppo stesso e verso la quale sono stati fatti migrare a partire da quella data decine di migliaia di conti correnti Intesa. Ma, dettaglio non da poco, in molti casi senza che i diretti interessati ne fossero di fatto a conoscenza. A molti correntisti, la transizione coatta è stata infatti comunicata dalla banca attraverso dei semplici messaggi nell’app dedicata: che quei clienti avevano sì indicato come strumento di comunicazione con Intesa, ma che di fatto spesso non vengono consultati. Ecco perché nel mese di ottobre si sono moltiplicate le segnalazioni su social e le telefonate “agitate” alle proprie (ex?) filiali di clienti che avevano scoperto dalla sera alla mattina di essere diventati correntisti Isybank – con gestione possibile solo più via mobile – e non più Intesa Sanpaolo. Un disagio su cui oggi Messina ha voluto intervenire, rispondendo alle domande di Open. «Con Isybank abbiamo creato un unicum nel settore, sviluppato con partner d’eccellenza come ToolMachine e Google, per costruire un punto di riferimento sul fronte della tecnologia della banca digitale. Abbiamo quindi attivato il trasferimento di circa 200mila clienti verso questa nuova piattaforma, e una piccola parte di questi ha avuto visione non positiva», ha ricostruito l’Ad di Intesa Sanpaolo. «Me ne dispiaccio, perché le persone sono la nostra priorità, e faremo in modo dunque che questi clienti siano contenti». Come? «Faremo in modo che se vogliono ritornare in banca (cioè a un conto Intesa Sanpaolo, ndr) possano farlo, o che possano avere in alternativa benefici di carattere economico: la nostra priorità è che i clienti siano contenti e soddisfatti».


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